domenica 21 giugno 2009

Che fine ha fatto Mr. Y?
Autore: Scarlett Thomas
Editore: Newton & Compton Editore
Classificazione: Letteratura inglese
Genere: Narrativa,Fantascienza
Titolo originale:“The End of MR.Y”
Genere: Romanzo Fantastico
Collana: Newton pocket
Edizione: 2009Traduzione: Milva Faccia



Scarlett Thomas nel 2001 è stata inclusa tra i “venti migliori giovani scrittori inglesi” dall' “Indipendent on Sunday”; nel 2002 ha vinto il premio come "Miglior Nuovo Scrittore" agli “Elle Style Awards”. Nel 2001, la giovane autrice, nata nel 1972, aveva al suo attivo solo quattro romanzi e qualche racconto. Successivamente ha scritto “Going Out”, pubblicato nel 2002, “PopCo”, del 2004 ma uscito in Italia solo da poco, e “Che fine ha fatto Mr. Y ”, del 2006, opera che l’ha fatta conoscere anche ai lettori Italiani. Tiene un corso di scrittura creativa presso la University of Kent e collabora con diverse testate giornalistiche.


Ho sempre pensato che ogni libro nasconda “tante verità” e ognuno ne riesca a cogliere qualcuna in base, non solo alla sua sensibilità, ma anche al momento della vita in cui legge questo o quel libro. Personalmente, ho letto tante volte “Siddharta” di Hesse e ogni volta l’ho percepito in modo diverso, ne ho colto un significato diverso, mi ha dato spunto per riflessioni diverse. Dico questo per spiegare, a chi eventualmente leggerà, che , anche se il mio commento è completamente diverso dagli altri,( http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/fantascienza/che-fine-ha-fatto-mr.-y?/#user_reviews ),non è sbagliato (non ho letto un altro libro!!!), è solo che in questo momento il mio interesse è molto calamitato dall’ Information Technology e ho trovato spunti per la mia ricerca anche in questo libro.

La Trama

Ariel Manto studentessa della British University, si ritrova spettatrice di una serie di strani eventi che avvengono intorno a lei: il suo professore scompare nel nulla,un’ala dell’università crolla improvvisamente davanti ai suoi occhi e alla fine trova per caso, in un negozio di libri usati, una copia di un libro rarissimo e “maledetto”. Il titolo è “Che fine ha fatto Mr. Y”, scritto da Thomas Lumas , scienziato del XIX sec., che compiva esperimenti sui poteri della mente umana. Naturalmente Ariel legge il libro, incurante della maledizione, e sperimenta i viaggi nella “Troposfera” descritti da Lumas, ma tutto ciò cambierà drammaticamente la sua vita.

La tecnica è quella del “libro nel libro”, quindi noi leggiamo il libro che legge Ariel, mentre stiamo leggendo quello che ha scritto Scarlett Thomas (originale!!). Quello che mi ha stimolato di più, oltre alle tante citazioni scientifiche, filosofiche e letterarie (non gradite a tutti i lettori),sono in particolare alcuni passi del romanzo.

Brani scelti

· Quando guardiamo alle illusioni del mondo, vediamo solo il mondo. Poiché dove finisce l’illusione? Anzi, vi è qualcosa nella vita che non sia un gioco di prestigio?...Ci chiediamo cosa sia l’illusione e quale forma possa assumere, quando è così facile scendere nelle sue profondità… E’ possibile che… questo luogo in cui sogni e atomi sono un’unica cosa… sia reale, così come è concepito nella metafora di Aristotele?... Forse no. T.E. Lumas, luglio 1892”(p.31).

· “Certe volte, faccio un mio esperimento mentale che funziona così: che succederebbe se tutti avessero ragione? Aristotele e Platone, Davide e Golia, Hobbes e Locke, Hitler e Gandhi, Tom e Jerry. Avrebbe senso? E poi mi viene in mente mia madre e penso che no, non tutti hanno ragione. Per parafrasare il fisico Wolfgang Pauli, lei non ha nemmeno torto. Forse è a questo punto che si trova la società umana ora, all'inizio del ventunesimo secolo: non ha neanche torto. La gente del diciannovesimo secolo si sbagliava, nel complesso, ma noi stiamo facendo qualcosa di molto peggio. Viviamo in base al principio di indeterminazione e al teorema dell'incompiutezza, con filosofi secondo i quali il mondo è diventato un simulacro, una copia senza l'originale. Viviamo in un mondo dove nulla può essere reale; un mondo di infiniti sistemi chiusi e di particelle che potrebbero star facendo qualsiasi cosa tu voglia (ma probabilmente non lo fanno)”(p.39).

· “’Dove vado?’,mi chiedo. E allora una metallica voce femminile mi informa:’Ora tu hai quattordici scelte’. All’immagine della via davanti a me si sovrappone improvvisamente una specie di consolle, qualcosa di simile a una pianta della città sullo schermo di un computer nella mia mente. Alcune aree lampeggiano brevemente… Capisco che queste sono le scelte”(p.151).

· “ ‘Guida alla Troposfera’, recita la copertina. Di Apollo Smintheus.

La Troposfera non è un luogo.

La troposfera è fatta con il pensiero (io sono fatto di preghiera).

La Troposfera si espande.

La Troposfera è sia dentro il tuo universo che fuori di esso.

La Troposfera può anche collassare, a un certo punto.

La Troposfera ha più di tre dimensioni e più di un “tempo”.

Tu ora sei nella Troposfera, ma potresti chiamarla in qualunque modo.

Il pensiero è tutti i pensieri.

La mente è tutte le menti.

Questa dimensione è diversa dalle altre.

La tua Troposfera è diversa da quella di altri.

……………………………..

La memoria è tutte le memorie.

La Troposfera è diversa nella forma dal mondo fisico, al quale (vagamente) corrisponde. Per tale ragione a volte è più utile viaggiare nella

Troposfera e altre volte nel mondo fisico.

……………………………..

Nella Troposfera la distanza è tempo.

Nella Troposfera non puoi morire.

Nella mondo fisico puoi morire.

“Tu” sei qualunque cosa pensi di essere.

La materia è pensiero.

La distanza è essere.

Nulla lascia la Troposfera.

Potresti considerare la Troposfera come un testo.

Potresti considerare la Troposfera che vedi come una metafora.

La Troposfera è, in un certo senso, solo un mondo metaforico.

……………………………..

Fine”(p.221).

· “Quasi sempre, nella Troposfera le informazioni sono immagazzinate dove vengono create: nello ‘spazio mentale’ dell’individuo. Tuttavia vi sono alcuni casi di informazione più dinamiche e, come diresti tu,’globali’ (non che la Troposfera sia un globo, naturalmente). Ciò che tu chiami ‘emozioni’ o ‘sentimenti’sono informazioni condivise tra le menti nella Troposfera…L’emozione può essere semplicemente definita ‘movimento’. Infatti ricordo che un tempo questo termine significava semplicemente moto, o passaggio da una cosa a un’altra. In questo mondo fatto di linguaggio, il significato non diventa mai obsoleto”(p.287).

Non so, forse avrò fatto un personale esperimento mentale,o solo una personalissima rilettura delle frasi e dei temi del romanzo, ma per me questa “Troposfera” ha tutte le caratteristiche di un paesaggio virtuale,che richiama le simulazioni operate nel mondo della progettazione informatica. Che dire della “Quarta dimensione” o del “Salto” da un mondo ad un altro (da una coscienza ad un'altra)??? In fondo quello che Ariel fa con la mente è la stessa cosa che facciamo noi usando una tastiera e affidandoci a google.

Se qualcuno volesse provare a capirmi, può leggere:


“Introduzione alla Rivoluzione Informatica in Architettura”di A.Saggio

http://www.ibs.it/code/9788843040940/saggio-antonino/introduzione-alla-rivoluzione

“Ipercorpi verso una architettura e-motiva”di K. Oosterhuis http://www.edilstampa.ance.it/it_ipercorpi.htm

Oppure navigare nel sito del Prof. Antonino Saggio:

http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/

nello specifico alla sezione:

http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/DIDATTICA/Cad/2009/index.htm

mercoledì 18 marzo 2009

Da "Arte & Tecnologie" di P.L.Capucci

“Oggi viviamo in un habitat pervaso da artefatti tecnologici, essi sono ormai parte integrante della nostra quotidianità e non sapremmo come fare senza di loro. Con questi strumenti, con queste protesi, con queste macchine viviamo meglio, ne siamo dipendenti, viviamo in simbiosi con essi.”

“Questo habitat è luogo di metamorfosi, territorio dell’ubiquità dove la concezione ordinaria spazio-temporale è messa in crisi, dove si può rendere sensibile anche ciò che esiste al di fuori della misura della percezione sensoriale diretta, dove è possibile vivere più esistenze e identità. E’ il dominio dell’informazione globale e istantanea estendibile all’intera superficie del Pianeta…”

“Questo mondo artificiale, produce profonde trasformazioni, influisce sull’ individuo, sul sociale, sul modo di vivere, sul significato di concetti come quelli di “spazio”, “tempo”, “materia”, “realtà”, “identità”, “arte”...”

“Oggi è impensabile pretendere di situarsi al di fuori dell’infosfera della comunicazione.”

“Per esprimersi liberamente con le tecnologie della telecomunicazione diventa dunque sempre più necessario ritagliarsi uno spazio all’interno di esse, un luogo alternativo di interazione, di libero scambio, di recupero della consapevolezza.”

“Sappiamo che l’avvento di ogni nuovo strumento (e le sue successive implementazioni) com-porta sempre due volti: da un lato consente maggiori opportunità d’uso, di fruizione, libera da qualche compito, offre nuove possibilità; dall’altro istituisce nuovi vincoli, nuovi condizionamenti.”

http://www.noemalab.org/sections/specials/arte_tecnologie/capucci_arte_&_tecnologie_CC.pdf

martedì 17 marzo 2009


Mikimoto Deoartment Store, Tokio; Architects: Toyo Ito & Associates & Taisei Design

Selfridges, Birmingham, London; Architect: Future Systems, London

Valencia Opera House, Valencia, Spain; Architect: Santiago Calatrava

Planetarium Science Museum and L’Umbracle, Valencia, Spain;
Architects: Santiago Calatrava, Felix Candela


Milwaukee Art Museum, Milwaukee, Wisconsin, USA; Architect: Santiago Calatrava
Torso Tower, Malmo Harbor, Sweden;Architect: Santiago Calatrava

Leonardo Glass Cube, Bad Driburg, Germany; Architect: 3 de luxe



Kunsthaus Graz, Graz, Germany; Architects: Peter Cook and Colin Fournier;




Beijing Olympic Stadium, Beijing, China; Architect: Herzog & de Meuron, Basel